Questo blog è gestito da un semplice fedele laico. Per avere informazioni sulla vocazione religiosa, oppure per chiedere di poter trascorrere alcuni giorni in convento per un'esperienza vocazionale, contattate direttamente le suore scrivendo al loro indirizzo:  vocazione@servidoras.org

venerdì 12 dicembre 2014

Vestizione delle novizie

Domenica 7 dicembre nella Chiesa della Rosa di Tuscania, 6 delle novizie Servidoras hanno ricevuto l'abito sacro nella Santa Messa celebrata dal Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli. Altre 3 novizie del Noviziato Internazionale "Madonna di Loreto" di Segni, riceveranno il santo abito sabato 13 dicembre in Olanda.




venerdì 21 novembre 2014

“Cambiare nome”

Le Servidoras hanno conservato la bella tradizione di cambiare nome alle novizie. Il nome civile verrà utilizzato solo per gli usi civili (ad esempio quando si recano ai seggi per votare in occasione delle elezioni politiche), mentre ordinariamente viene utilizzato il nome religioso, che è sempre un nome mariano per ricordare che si sono consacrate “schiave” della Madonna, secondo gli insegnamenti di San Luigi Grignon de Montfort.

A Tal proposito riporto alcuni testi tratti dal libro "Las Servidoras” (Tomo I, EDIVI", scritto da Padre Carlos Miguel Buela, “el Fundador” delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà.

“Perchè cambiamo il nome?

Prima di tutto abbiamo voluto che le Servidoras abbiano come primo nome religioso il nome di Maria, per far notare che la consacrazione religiosa è come una seconda consacrazione; dopo la prima del Battesimo in cui abbiamo ricevuto un nome, è conveniente che avvenga anche nella consacrazione religiosa. Tutte riceviamo il nome di Maria perchè abbiamo sempre voluto che la vita religiosa fosse come una spiegazione del mistero di Maria. E' come se il mistero di Maria venga spiegato nel tempo in altre donne che sono «alterae Mariae».

Maria è il prototipo della vita religiosa, esempio insigne della donazione al Signore e grande Mediatrice di grazie per tutte le religiose. […] Secondo, abbiamo visto necessario mettere oltre a MARIA, un secondo nome mariano, cioè una denominazione complementaria che si applica al nome di Maria e che si riferisce a un'invocazione o titolo, misteri della Sua vita, Sue virtù o di luoghi in cui è apparsa o si è trovata una Sua immagine, per distinguerci le une dalle altre. (Per esempio: Maria Vergine Addolorata, Maria della Santa Croce, Maria delle Beatitudini, Maria Regina dei Martiri....ecc.) ”

lunedì 20 ottobre 2014

Foto delle professioni temporanee

Lo scorso 15 ottobre, otto giovani Servidoras hanno professato i voti temporanei di povertà, castità  e obbedienza. Il velo bianco delle novizie è stato sostituito dal velo azzurro delle professe. Ecco alcune foto della cerimonia.






martedì 14 ottobre 2014

Professioni temporanee

Domani 15 ottobre, nella Chiesa della Rosa di Tuscania, alle ore 11, ben 8 novizie faranno la loro prima professione dei voti  (una novizia olandese li farà sabato 18 ottobre nei Paesi Bassi). 

La Santa Messa sarà presieduta da Padre Carlos Walker, Superiore Generale dell’Istituto del Verbo Incarnato.


sabato 6 settembre 2014

Noi vogliam Dio!

Le Servidoras ci tengono molto ad assistere in maniera devota alla Santa Messa, nella quale si rinnova in maniera incruenta il Santo Sacrificio di Cristo. Per tale motivo nelle cappelle delle loro case religiose utilizzano dei canti sacri molto belli che edificano l'anima. A volte usano i meravigliosi e intramontabili canti gregoriani, altre volte i canti sacri in lingua nazionale. Tra i loro canti preferiti c'è anche il celebre "Noi vogliam Dio", che già nel titolo sintetizza tutto il programma di vita delle Servidoras. In realtà ogni cristiano dovrebbe desiderare ardentemente di avere Dio al centro della propria vita, ma invece, purtroppo, ci sono tanti battezzati che vivono come se Dio non ci fosse. La battaglia delle Servidoras è appunto di diffondere l'amore per il Signore mediante l'evangelizzazione della cultura. Bisogna riportare Dio nelle famiglie, nelle scuole, tra i giovani, gli anziani, i malati, gli emarginati, ovunque ci sia un'anima bisognosa di evangelizzazione. Gli Stati nazionali devono tornare a Cristo se vogliono fare qualcosa di veramente concreto per il bene comune. Ma soprattutto bisogna tornare a Cristo per il nostro bene spirituale. Un'anima, un'eternità!

Bisogna riconquistare alla fede l'Italia, ma per fare ciò c'è bisogno di numerose anime missionarie che con zelo e ardore diffondano la Dottrina Cattolica tra il popolo. Ah, se ci fossero più vocazioni, in breve tempo la maggioranza delle persone si arrenderebbe all'amore di Cristo, e si tornerebbe a cantare in massa: “Noi vogliam Dio che è nostro Padre, noi vogliam Dio che è nostro Re!”

sabato 5 luglio 2014

Raddoppiare le vocazioni

Un giorno mentre stavo parlando con alcune Servidoras, ho espresso la mia speranza che potessero aprire delle missioni in alcuni Stati particolarmente fertili di vocazioni religiose. Le Servidoras mi risposero che loro non scelgono le missioni in base al numero di vocazioni che possono ottenere in quei Paesi, ma in base alle necessità della Chiesa. Loro vanno anche il luoghi difficili dove le anime sono più abbandonate, e quindi c'è urgente bisogno di missionarie. Questa risposta mi è piaciuta molto, perché è in sintonia col pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori, il quale desiderava aiutare principalmente le anime che vivevano in villaggi sperduti tra le colline e le montagne, perché loro avevano maggiore bisogno dell'aiuto spirituale dei missionari.

Per grazia di Dio le Servidoras hanno tante vocazioni, tuttavia il loro numero non è sufficiente a soddisfare le richieste di nuove fondazioni. Infatti sono tanti i vescovi del mondo che vorrebbero che le Servidoras aprissero un convento nella propria diocesi, ma per poter accontentare tutte le richieste c'è  bisogno di incrementare ulteriormente le vocazioni. Gesù disse che la messe è molta ma gli operai sono pochi, perciò ordinò ai suoi discepoli di pregare il Padrone delle messe affinché provveda a mandare altri operai. Invito tutti i lettori di questo blog a pregare il Signore affinché invii tante altre vocazioni. Attualmente le Servidoras hanno circa un centinaio di ragazze tra postulanti e novizie, ma la mia speranza è che questo numero possa raddoppiare in pochi anni. Aiutiamo le Servidoras con le nostre preghiere, e facciamo conoscere il loro apostolato tra i nostri conoscenti, soprattutto alle ragazze in discernimento vocazionale che stanno cercando qualche buon istituto in cui entrare.

domenica 4 maggio 2014

Le Servidoras in Piazza San Pietro

Foto delle Servidoras del noviziato di Segni (Roma), a Piazza San Pietro il 13 aprile 2014, Domenica delle Palme. 






lunedì 21 aprile 2014

Intervista a Suor Maria Stella del Mare

Pubblico il testo di un'intervista che Suor Maria Stella del Mare (nella foto a lato), ha rilasciato all'Istituto dell'Hogar de la Madre.

Potresti raccontarci perché segui Gesù Cristo?

Ma devo dire che più che seguirLo, un po’ per giocare con le parole…Lo perseguito! E’ sì perché da quando ho ricevuto la grande grazia della conversione e quindi di conoscere Cristo in modo più profondo, non ho potuto fare a meno di seguirLo. Quando l’anima peccatrice è toccata dalla Misericordia di Dio, viene trasformata e inizia a vedere il mondo, la propria vita con occhi diversi. E per me il decidere di seguirLo nella vita consacrata è stato semplicemente un non poter fare a meno di corrispondere a tanto amore ricevuto. L’anima attratta ed infuocata dall’amore di Dio, non può più trattenersi e desidera donarsi completamente. E’ come un fuoco che si espande. Non vede più ciò che lascia, ciò a cui rinuncia ma ha un’ardente desiderio di Dio solo e di unirsi a Lui, di nascondersi al mondo ed essere tutta sua.

Cosa è per te il voto di castità?

E’ un atto d’amore! E’ così! Come nel matrimonio i due coniugi promettono di unirsi fisicamente ed intimamente in un atto d’amore, nella vita consacrata la religiosa si unisce più intimamente al Suo Divino Sposo attraverso il voto di castità…è un atto d’amore! Vivere la castità vuol dire prendere coscienza della sacralità della propria persona, quindi anima e corpo e offrirLa solo al mio Sposo, la consacrata è solo di Dio, io sono di Dio, gli appartengo, come la moglie “appartiene” al marito.

Cosa è per te la vita comunitaria?

E’ la vita in famiglia! Sì perché la mia comunità è la mia famiglia dove ognuno ha un ruolo, la Madre, le figlie. Nella comunità si ricevono tantissime grazie: prima di tutto si impara ad amare di più Dio, “perché se non ami il fratello che vedi, come puoi amare Dio che non vedi?” diceva San Giovanni nella sua prima lettera (1Gv 4,20-21). E la vita comunitaria si basa, si radica sulla carità fraterna. E poi oltre a crescere nella carità, uno stesso si conosce di più, perché ci si mette alla prova continuamente. Io vivo in una comunità di 75 suore, e non con 75 angeli!!! Questo vuol dire che capitano le incomprensioni, le difficoltà, ma questo è una grande grazia perché Dio attraverso queste prove, ci purifica. La mia comunità mi aiuta a purificare il mio amor proprio, il mio orgoglio, il mio giudizio proprio. Per questo penso che sia molto importante avere una vita comunitaria intensa, soprattutto nelle comunità piccole, è molto importante fare attività comunitarie, ricreazione comunitaria, e ovviamente le preghiere comunitarie. 

Quale sarebbe lo scopo della tua vita?

Prepararmi per il mio matrimonio celeste! Perché è vero sono “sposata”, ma questo corpo terreno mi limita nel godimento pieno di Dio. Penso che il giorno della mia morte sia il giorno più bello della mia vita, perché spero che sia il giorno in cui la mia anima vedrà Dio! Però so che questo premio me lo devo meritare, per questo cerco di fare quello che devo fare ogni giorno con pace, allegria, cercando di vincere su me stessa, sui miei difetti, confidando nella grazia di Dio e cercando di fare il maggior bene alle anime che Dio mi ha affidato. Come religiosa, sento la responsabilità di “crescere e provvedere” ai “figli  e figlie” spirituali che Dio mi ha donato, so che se sarò fedele alla mia vocazione, alle mie responsabilità, al compimento dell’orario e soprattutto alla preghiera, allora sarà feconda la mia consacrazione. C’è una frase di San Giovanni d’Avila che colpì molto Santa Teresa di Gesù, e anche me, e che mi ripeto di tanto in tanto: “Che altro devi fare tu sulla terra se non trattare d’amore con il Re del Cielo?” Ecco, credo che questo sia lo scopo della mia vita!

domenica 30 marzo 2014

Servono numerosi missionari per portare Cristo al mondo intero


A San Francesco Saverio, eroico missionario in Asia, mentre un giorno stava evangelizzando un gruppo di giapponesi, gli venne chiesto per quale motivo il Signore, pur essendo infinitamente buono, aveva atteso oltre 1500 anni prima di inviare dei missionari ad evangelizzare il loro popolo. Il zelantissimo San Francesco Saverio rispose che Dio aveva chiamato degli uomini a svolgere questa missione, ma costoro non hanno voluto seguire la divina vocazione.

Se nel mondo su 7 miliardi di persone i non cristiani sono circa 5, penso anche io che la colpa sia in gran parte di coloro che avevano la vocazione missionaria, ma non hanno voluto seguirla. Oggi il bisogno di numerosi e santi missionari è divenuto ancora più urgente, perché è necessario rievangelizzare anche tanti cristiani che vivono in maniera praticamente pagana, senza interessarsi delle cose spirituali e dell'importantissima questione della salvezza dell'anima.

Sono numerosi i vescovi che chiedono alle Servidoras di aprire una missione nella propria diocesi, ma nonostante abbiano molte vocazioni non è possibile accontentare tutte le richieste, c'è bisogno di ancora più vocazioni.

Spero che tra le lettrici di questo blog ci siano delle donne che amano ardentemente Cristo e desiderano donargli la propria vita abbracciando la vita religiosa per dedicarsi all'apostolato missionario. Se nel vostro cuore sentite che Gesù buono vi sta chiamando a divenire sue spose, non esitate a rispondere in maniera affermativa, contattate subito qualche buon istituto religioso per fare un'esperienza vocazionale di alcuni giorni in convento. Se volete contattare le Servidoras, sappiate che queste suore saranno felici di accogliervi a braccia aperte.

lunedì 10 marzo 2014

Consigliare gli esercizi spirituali

Riporto la lettera di una lettrice del blog vocazionale alla quale ho consigliato di partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio.

Salve,
         sono una giovane donna, mi chiamo [...], fin da bambina subivo il fascino dell'immagine di Gesù. Frequentavo la chiesa abitualmente al seguito di mia nonna. Ero una bambina molto vivace, ricordo che quando andavo in chiesa mi incantava il Crocifisso, lo fissavo per tutto il tempo che potevo rimanere. [...] Attualmente lavoro in sala operatoria presso il policlinico di [...]. Non vado a messa abitualmente. L'ultima volta che mi sono confessata risale a mesi fa. Avevo l'urgenza di aprire il mio cuore. Sento che ho bisogno di aiuto e non so come fare. Mi commuove e mi scalda il cuore la Misericordia Divina, ne sento la grazia e il conforto. Ho molto a cuore la cura dei bisognosi vedendo in loro Gesù. Il mio conflitto è grande. Ma da dove iniziare? Mi interrogo continuamente. Chiedo a Gesù di indicarmi la via e di sostenermi. Poi temo che non sia solo un' illusione e mi deprimo. Quando sono in ascolto con Gesù il mio cuore esulta di gioia. Ma mi sento indegna. Superba. Vago dentro me stessa. Ho bisogno di un cammino di fede e un padre spirituale.
Aspetto risposte,

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto. Innanzitutto devo dirti che ho molte speranze che il tuo futuro sarà gioioso. Sai perché? Nella tua lettera appare chiaro che senti tanta nostalgia di Gesù, e visto che senti il desiderio di tornare a Lui conducendo una vita cristiana più fervorosa, ciò mi rende fiducioso sul tuo avvenire. Sant'Agostino in gioventù condusse una vita scellerata, ma poi capì che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Le colpe che hai commesso non devono intimorirti, esse verranno cancellate per sempre nella Confessione, ricordati che il Signore è incapace di allontanare da Sé una persona che ritorna a Lui col cuore sinceramente pentito.

Non è facile trovare una buona guida spirituale, poiché è necessario che sia dotto, caritatevole e prudente. Visto che abiti a [...] ti consiglio di andare dai Padri [...], ho sentito parlare molto bene di loro. [...]

Per il momento che devi fare? Cerca di dedicare ogni giorno un po' di tempo alla preghiera, che è l'ossigeno dell'anima. Molto utile è anche la recita del Rosario, devi infatti coltivare una grande devozione alla Madonna, che oltre ad essere la Mamma di Gesù è anche Mamma nostra ed intercede per noi presso Dio.

Cerca di fare un po' di lettura spirituale ogni giorno. A tal proposito ti consiglio di leggere "Le glorie di Maria" e "Pratica di amar Gesù Cristo", entrambi scritti da Sant'Alfonso Maria de Liguori.

Ogni domenica devi cercare di andare ad assistere alla Santa Messa, la quale è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio del Calvario. Quando non hai voglia di andarci, devi ricordarti che devi farlo per fare un piacere a Gesù buono. Lui lo vuole. Purtroppo, oggi spesso le Messe vengono celebrate male e con molti abusi liturgici, pertanto cerca di frequentare chiese dove le Messe vengono celebrate con devozione e sacralità.

Cerca di prenderti alcuni giorni di ferie per partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato e dalle Serve del Signore e della Vergine di Matarà. Questi esercizi ti daranno una forte carica nella vita spirituale e ti aiuteranno a farti eleggere lo stato di vita che Dio ha designato per te. Certamente ti sarai accorta che le cose della terra non possono soddisfare il cuore umano: lavoro, soldi, viaggi, divertimenti, amicizie frivole e tutte le cose mondane non sono altro che vanità delle vanità che presto svaniranno. Dobbiamo pensare solo a vivere da buoni cristiani e a salvarci eternamente l'anima, per poter andare in Cielo ad amare Dio per sempre.

Questo è un momento importantissimo della tua vita, il Signore ti sta facendo sentire il desiderio della conversione e di una vita cristiana più fervorosa. Qual è il suo progetto su di te? Io non conosco gli arcani decreti divini, però ti dico chiaramente che spero assai che Gesù buono possa prenderti tutta per Sé in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. Un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa di Gesù Cristo. Secondo me le donne più felici della terra sono quelle che hanno abbandonato tutto per vivere più unite al Signore in qualche buon ordine religioso.

Gli uomini della terra spesso maltrattano e tradiscono le loro mogli, invece Gesù dona tanta gioia e pace interiore alle sue spose fedeli, cioè a coloro che lo amano con cuore indiviso.

Carissima in Cristo Redentore, la nostra vita in questa valle di lacrime è una continua battaglia spirituale per salvare l'anima. Coraggio, con l'aiuto di Dio e della Madonna ognuno di noi può farcela a raggiungere la Patria Celeste. Dobbiamo amare la Santissima Trinità con tutto il cuore e con tutte le nostre forze. Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio?

Avrei tante altre cose da dirti, ma per il momento mi fermo qui. Spero di esserti stato di qualche giovamento, ma non esitare a scrivermi se hai delle domande da farmi oppure se desideri solo un po' di incoraggiamento nella vita spirituale.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 28 febbraio 2014

Vestizione di 4 novizie in Ucraina

Lo scorso mese di dicembre c'è stata la vestizione religiosa di 4 novizie in Ucraina (a lato alcune foto della cerimonia. Prima della vestizione le future spose di Gesù Cristo sono vestite con l'abito da sposa). Si tratta di un avvenimento che ha procurato grande gioia a tutto l'istituto religioso delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà.

Tra i tanti Paesi in cui sono presenti le Servidoras, l'Ucraina è uno di quelli che sta dando maggiori frutti. Infatti sono molto numerose le vocazioni che le Serve del Signore e della Vergine di Matarà stanno raccogliendo in questa ex repubblica dell'Unione Sovietica. Tertulliano diceva che il sangue dei martiri è semente di nuovi cristiani; è proprio quel che sta avvenendo in Ucraina, dove i cattolici vennero duramente perseguitati ai tempi del regime comunista, mentre adesso i seminari e i conventi fioriscono di vocazioni.

Le Servidoras ucraine sono facilmente distinguibili rispetto alle altre consorelle per via dell'abito nero. Il Fondatore dell'ordine ha avuto la meravigliosa idea di preservare il patrimonio liturgico delle suore ucraine, le quali continuano a seguire la splendida liturgia bizantina. Sono davvero molto contento della forte espansione che le Servidoras stanno avendo in Ucraina, ma la mia speranza è che le vocazioni possano moltiplicarsi in maniera esponenziale. Infatti c'è tanto bisogno di fare apostolato in questo grande Paese, per contrastare l'avanzata della secolarizzazione. Purtroppo, i germi del consumismo e del materialismo dell'Europa occidentale si stanno facendo strada anche nell'Europa orientale, pertanto è necessario lanciare una vasta opera di apostolato per portare il maggior numero possibile di anime a Cristo, che ci ha redento con la sua dolorosa Passione.


venerdì 21 febbraio 2014

Perché ho aperto questo blog?

Forse alcuni lettori vorrebbero domandarmi: “Perché hai aperto un blog sulle Servidoras?”

Sono un semplice fedele laico devoto di Sant'Alfonso Maria de Liguori e innamorato della Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo. Desidero ardentemente che il Corpo Mistico di Gesù si espanda dappertutto, perché il Redentore Divino merita di regnare in tutti i cuori degli uomini redenti a caro prezzo con la sua dolorosa Passione.

Con grande gioia ho scoperto che la Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato ha la stessa "ansia" di vedere Cristo regnare sulle anime, e a tal fine conduce un vasto apostolato in tutti i continenti. Da una parte cerca di portare anime a Dio nelle classiche terre di missione, dall'altra cerca di rievangelizzare le nazioni scristianizzate dal materialismo e dal relativismo.

Per questo motivo ho deciso di aprire questo "blog non ufficiale", col quale intendo cercare di far conoscere il più possibile l'apostolato delle "Serve del Signore e della Vergine di Matarà": le loro missioni nel mondo, l'apertura di nuove fondazioni, organizzazione di esercizi spirituali, attività con la gioventù, opere caritative, vocazioni, professioni religiose e tutto ciò che può interessare coloro che apprezzano il loro apostolato. Non si può apprezzare ciò che non si conosce, pertanto cerco tramite internet di far conoscere ad altre persone il loro apostolato. La speranza più grande è che divulgando il più possibile le attività apostoliche che queste zelanti suore svolgono in Italia e nel mondo, possa diffondersi l'interesse vocazionale nei loro confronti da parte di persone desiderose di donare la propria vita alla causa della salvezza delle anime per la maggior gloria di Dio, abbracciando lo stato di vita religioso. Grazie a Dio hanno numerose vocazioni ogni anno, ma io spero vivamente che possano moltiplicarsi in maniera esponenziale, poiché la Chiesa ha immenso bisogno di nuovi missionari. Più vocazioni ci sono e meglio è per tutti.

lunedì 17 febbraio 2014

Video

Una gentile lettrice del blog vocazionale ha registrato la lettura di una bellissima preghiera composta per suore da Sant'Alfonso. Ho aggiunto delle foto delle "Serve del Signore e della Vergine di Matarà" e ne è uscito fuori un breve video vocazionale. Per scaricarlo sul proprio computer racchiuso in un file zip, cliccare qui.

giovedì 23 gennaio 2014

Testimonianza di una novizia

[Testimonianza vocazionale di Suor Maria del Cuore Immacolato, quando era ancora novizia]

Un dettaglio che mi fa sempre ridere, è che prima di entrare in Convento, portavo un Rosario appeso ai jeans, proprio come lo porto adesso sull’abito! Sono una giovane Novizia di 20 anni, nata in provincia di Salerno, a Bivio Pratole. In famiglia siamo in cinque: mamma papà, io, un fratello, una sorella. Da piccola non avrei mai pensato di poter diventare una suora, pur essendo cresciuta con genitori molto religiosi. I miei già prima di sposarsi frequentavano la stessa parrocchia, oggi preparano le famiglie al battesimo e le coppie al matrimonio. Ho avuto un grande esempio anche nell’Arte della preghiera assidua. Ho bellissimi ricordi di quando tutti insieme pregavamo la sera prima di addormentarci. Dio  vedendo la loro generosità, deve averli voluti ricompensare con la mia vocazione!

Essendo chiusa e timida, durante l’adolescenza non facevo facilmente amicizia, ma mi piaceva frequentare i ragazzi, cercavo quello giusto, pensavo che un giorno mi sarei sposata. Perdevo ore a  immaginare come si sarebbero chiamati i miei figli. Lo studio non è mai stato il mio forte. Un bellissimo giorno d’estate, venni a sapere che nella nostra parrocchia si sarebbe tenuta una “Missione Popolare”. Non sapevo esattamente che significasse, ma  ci andai comunque. Vidi in chiesa alcune suore con indosso un abito azzurro, e sul capo un velo lungo, erano giovani e le accompagnavano dei sacerdoti con la talare. Durante i giorni di quella Missione le osservai visitare le case, giocare con i bambini, parlare con i giovani, organizzare le liturgie. Cantavano, facevano teatrini, ma soprattutto i momenti di preghiera e la Santa Messa erano vissuti con molto raccoglimento. Mi chiesi come riuscissero a essere sempre così pieni di gioia. Capii trattarsi di qualcosa di soprannaturale, e che la felicità non la si poteva trovare in questo mondo.
Fu così che la Grazia coltivò in me il desiderio di essere una sposa di Cristo.

Finita la Missione, durante quello stesso anno mantenni uno stretto contatto telefonico con le suore che avevo conosciuto, anche perché gli ambienti che frequentavo abitualmente li avvertivo ormai sempre più ostili e il contatto con queste figure femminili era per me una preziosa risorsa. Non avevo ancora conosciuto suore capaci di una tale vitalità, dotate di un coraggio e di una forza sorprendente. Come mi era stato consigliato già da diverso tempo, un giorno mi decisi a fare gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Al termine dei quali ebbi la chiarezza assoluta delle prossime mosse che avrei dovuto fare. Trovai innanzi tutto  il coraggio di rivelare  ai miei genitori il desiderio di entrare in convento!  Per me non fu assolutamente facile, mi aspettavo qualsiasi tipo di reazione, era come mettersi a nudo. Ma loro risposero che lo immaginavano!  Vedendomi andare sempre di più in chiesa, e partecipare con tanto coinvolgimento alla Missione Popolare avevano intuito il senso della mia ricerca. Ma rimanevano convinti che avrei dovuto aspettare alcuni anni perché troppo giovane per prendere una decisione così definitiva, avevo 16 anni. Temetti allora per la mia vocazione. Mi sembrava impossibile perseverarla tanto allungo. Non mi rimaneva che  confidare in Dio. Alcuni santi suggeriscono di seguire subito la chiamata quando arriva, e sicuramente qualcuno di loro deve essermi venuto in soccorso, perché alla fine le cose andarono diversamente da come i miei le avevano prospettate. Fu sufficiente trascorrere qualche giorno insieme in convento, mi videro felice come non mai, e mi accordarono il permesso di entrare. Ero al settimo cielo, ma  allo stesso tempo mi risultava difficile abituarmi all’idea di rimanere lontana da casa per sempre. Finché non iniziai a percepire la presenza di una Madre Celeste che mi custodiva e guidava in quella trasformazione verso Cristo. Gradualmente cominciai a comprendere che una vera sposa doveva ricambiare il suo Sposo, con lo stesso amore che Lui aveva per lei. Solo nell’Unione con l’Amato si può portare molto frutto nella vita religiosa. E questo il mondo non lo capisce, perché è concentrato su una prospettiva che è solo materiale: un certo tipo di benessere, le comodità, gli averi, i possessi. L’amore è un valore poco considerato nella sua reale essenza, è più un desiderio che un impegno costante per la Vita verso la propria felicità. Tuttavia le gioie del momento passano, quelle spirituali durano in eterno. Solo Cristo è la via, la verità e la vita, non c’è felicità se non in Lui. “Cercate le cose di lassù, non quelle della terra”. 

domenica 15 dicembre 2013

Vestizioni religiose delle novizie

Foto scattate a Tuscania (Viterbo) lo scorso 8 dicembre in occasione della vestizione religiosa di 10 novizie Servidoras.




sabato 16 novembre 2013

Testimonianza di una suora di clausura

Testimonianza vocazionale di Suor Maria del Corpus Domini

Sono nata a Roma in una famiglia semplice e onesta. Tra persone come tante. I miei genitori lavoravano molto, noi figli -  io sono la seconda di quattro -  eravamo vivaci, ma tutto sommato responsabili, sapevamo che il nostro dovere era studiare, quindi ci sforzavamo di prendere buoni voti. I più ricordi dell’infanzia  oggi sono legati a tradizioni come la Messa della domenica, ci andavamo tutti insieme piccoli e grandi. Guardavo mio padre, molto più alto di me che a un certo punto si alzava in piedi e recitava una preghiera lunga di cui non riuscivo a capire bene le parole. Cercavo di andargli inutilmente dietro, perché mi sembrava un momento solenne: era il Credo! Fu una conquista riuscire a impararlo e a recitarlo insieme.

Andai a scuola dalle suore fino a 10 anni, e un giorno credo poco dopo la prima comunione dissi a mia madre, mentre mi stava lavando i capelli: “Voglio diventare una suora da grande”. Rispose che tutti i bambini dicono così. E mi convinse, che era appunto “solo un pensiero da bambina”. Ma la Prima Comunione aveva  già dato i suoi frutti. Avevo davvero compreso l’importanza di ricevere il Grande Ospite Divino nell’anima e nel corpo. Era stata una cerimonia intima, solo io e mio fratello nella cappella privata delle suore. Credo di aver sentito allora per la prima volta la chiamata di Gesù a seguirlo da vicino. Quando lo ricevetti la prima volta nell’Eucaristia mi sentii felice al punto tale da pensare di non avere più bisogno di niente nella vita. Avevo appena compiuto 8 anni.

Quando arrivò il momento di scegliere le scuole superiori, mi decisi per la Ragioneria. Avrei subito trovato lavoro, o così dicevano tutti! E tra un’amicizia e l’altra, ogni cosa mi sembrava limitata. Gli amici veri sono sempre molto pochi. Iniziarono gli innamoramenti, sognavo costantemente di incontrare il grande amore per cui spendere la vita intera. Con cui formare una famiglia piena di figli, ho sempre amato molto i bambini.

Ma non accadeva mai di incontrare quello giusto, c’era sempre qualcosa, o mi innamoravo di quello sbagliato, o il mio amore non era corrisposto. Così mi ritrovavo spesso in lacrime. Continuavo a frequentare la Parrocchia e la Messa domenicale, il gruppo di giovani, le gite, ma non riuscivo a capire quale fosse la meta della mia vita.

Non riuscivo a incontrare l’Amore! Iniziai a fare una specie di supplica incessante ogni mattina appena sveglia e la sera quando andavo a riposare chiedevo al Signore di mostrarmi la strada o di farmi incontrare la persona giusta. Andavo spesso sul terrazzo della mansarda da dove si vedeva un Cielo magnifico e mi rivolgevo a Dio Padre come una figlia in attesa della sua risposta. Che non tardò ad arrivare. Nella mia Parrocchia del Corpus Domini a Roma fu organizzata una Missione, 20 seminaristi diocesani  visitavano tutte le famiglie, proponendo diverse attività ai giovani.

Io divenni molto amica di una ragazza in particolare. Eravamo simili, lei si faceva molte domande sulla vita e su tutto proprio come me. Nello stesso tempo vedevo quei giovani seminaristi così felici e mi chiedevo perché non potessi esserlo anch’io. Che cosa mi mancava per essere davvero felice?

Ma una sera accade qualcosa di Grande… Ero a cena fuori con un’amica, ci mettemmo a parlare della futilità delle cose, la vanità, l’apparenza e di come la vita sfugga tra le mani. A un certo punto lei mi disse che voleva diventare suora. Era una ragazza bellissima, aveva lavorato persino come fotomodella. Rimasi di stucco! E la notte non chiusi occhio, mi tornavano in mente le sue parole: “Voglio farmi suora”. No io mai! E i figli, la famiglia?

Pregai ancora chiedendo a Dio di farmi comprendere finalmente il suo progetto su di me. Credo che sia stato questo il mio segreto per scoprire la via: la preghiera, mettermi in ascolto del Signore, chiedere a Lui quale fosse la sua volontà, pur avendo paura della risposta. Da allora ho sempre consigliato a tutti quelli che mi chiedono come fare a capire la strada da prendere,  di chiedere a Dio di mostrargli il Suo progetto per loro. Solo così si può comprendere il senso della vita ed essere felici su questa terra. Il giorno dopo andai dalla mia amica a dirle: Anch’io voglio farmi suora! Per alcuni giorni visitammo insieme buona parte dei conventi di Roma e dintorni. Non sapevamo che “pesci prendere”, e alla fine, non avendo trovato niente di corrispondente alle nostre aspettative pensammo di esserci sbagliate. Invece il progetto di Dio iniziava a delinearsi. Due mesi dopo arrivarono nella mia parrocchia argentina alcuni sacerdoti missionari. Quando seppi che avevano anche il ramo femminile mi sentii chiamata in questa direzione, senza poterne dubitare. Come spiegare il drastico cambiamento dalla ricerca ostinata dell’amore della mia vita al diventare suora? Fu il lavoro interiore della Grazia insieme alla ricerca della Libertà. Ero sempre più felice quando andavo in Chiesa e partecipavo alla Santa Messa, mi sentivo chiamata a questa scelta, ma cercavo di resistere.

Avevo paura, perché mi sembrava strano per una "normale" ragazza di 19 anni, farsi suora. Prima di allora non avevo mai conosciuto qualcuno che l’avesse fatto. Ma il 25 maggio 1991, in un pellegrinaggio al Santuario di Loreto nella Santa Casa di Nazareth , -  là trasportata miracolosamente dagli angeli -,  durante la Messa sentii profondamente nel cuore il desiderio di donarmi a Dio per Sempre. Compresi in un istante che era quello l’Amore Folle che avevo cercato “fuori”, trovandolo invece dentro di me. Bastava che mi arrendessi a Lui, che mi cercando aveva cercata da tutta la vita e scelta fin dall’eternità, e l’aveva fatto per rendermi felice e riempire il mio cuore con il suo Amore Infinito. Per questo sin da bambina avevo sentito nostalgia dell’amore, e per questo a soli 8 anni già sperimentavo quella gioia piena e la sensazione di non avere più bisogno di nulla.

Il 21 giugno 1991, trascorso meno di un mese, entrai in convento, credendo di essere chiamata a diventare missionaria. Formazione, Noviziato, Studentato, poi ancora una volta il Signore cambiò i miei piani. Sognavo di essere una missionaria di fuoco, di percorrere la terra in lungo e largo, portare il Vangelo ovunque, insegnare ai bambini, aiutare gli anziani, visitare le famiglie, accompagnare i giovani nelle loro scelte a volte difficili. Ma subito dopo la mia prima missione come suora studentessa, scoprii un grande limite personale. Mi trovai davanti un uomo in fin di vita, una famiglia con un grande problema morale,  e un sacerdote anche lui in grave difficoltà e io come potevo aiutare tutti? Ritornai da questa missione e appena arrivata in convento, mi inginocchiai per l’Ora di Adorazione. Scoppiai in lacrime chiedendo a Gesù come fare, le mie parole erano servite a poco, la presenza fisica anche meno e di nuovo nel mio cuore arrivò la risposta: Diventare suora di clausura! Cosa che mi aveva sempre fatto paura. Ero una persona attiva, amavo viaggiare,  ma sentii chiaramente che quella era la volontà di Dio: trasformarmi in una missionaria invisibile, percorrere tutta la terra e ogni storia, restando ferma davanti al Santissimo Sacramento. Chiesi ai superiori di poter entrare nel ramo contemplativo dispone del nostro stesso istituto. Era il 1997.

Oggi sono una suora di clausura, felicissima e sempre più convinta di aver trovato l’Amore e di volerlo comunicare agli altri mediante la vita nascosta. Chiedo giorno dopo giorno al Signore che tutti gli uomini lo possano trovare. Prego per i giovani che ancora non hanno capito cosa fare della loro vita, affinché si fidino di Dio e,  se credono di essere chiamati, si avventurino nella vita consacrata come nella più bella avventura. O non potranno davvero mai essere felici in questa vita.
Credo che il mondo oggi sia tanto triste perché ha rifiutato,  tradito e rinnegato Dio. Dio esiste davvero! C’è sempre un momento in cui Si fa scoprire, lasciando a noi la libertà di seguirLo,  amarLo. E’ Lui che guida la storia e il destino di ogni uomo. Cercate l’amore vero e troverete Dio!   

domenica 1 settembre 2013

Pellegrinaggio a Maslianico (Como)

Ecco alcune foto scattate sabato 31 agosto, in occasione di un pellegrinaggio svolto presso la Chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino di Maslianico (CO), dove un folto gruppo di Servidoras ha potuto venerare le "reliquie ex ossibus" dei Beati Luigi Martin e Zelia Guérin e una piccola reliquia dei capelli della loro figlia, Santa Teresina. Hanno pregato i due Beati per l'aumento di sante famiglie cristiane, e la Santa del Carmelo di Lisieux per ottenere sante vocazioni alla vita consacrata.




domenica 11 agosto 2013

Testimonianza di una suora di clausura

Pubblico la testimonianza della vocazione di Suor Mariam Al Bishara.


Quando ero piccola il pensiero che mi spaventava di più, era non capire cosa succedesse agli uomini, quando morivano. Pensavo alla possibilità di non esistere più, questo mi causava angoscia, non potevo immaginare che fosse davvero possibile così. Ma quanta pace provò la mia anima nel sentire che dopo questa vita ce n’era un’altra che durava per sempre, che esisteva un Cielo in cui avremmo ritrovato i nostri cari e dove insieme a Dio saremmo stati felici per sempre! A quell'età non potevo capire cosa significasse questa verità, ma non ho mai dubitato che fosse così. I miei genitori sono stati sempre di grande esempio, facevano ogni cosa affinché non mancasse nulla a me, mia sorella e ai miei 2 fratelli. Quando avevo 10 anni, decisero di andare a vivere in un altro paese, in cui mio padre avrebbe potuto trovare un lavoro migliore. Lasciammo parenti e amici nel Nord dell’Argentina per trasferirci a 1200 km di distanza dalla nostra città. Un distacco provvidenziale, trovandoci improvvisamente soli, e con tante difficoltà, ci abbandonammo totalmente nelle mani di Dio. Le promesse lavorative non furono mantenute, ma a quel punto tornare indietro sarebbe stato peggio, non avevamo più nemmeno i soldi per rifare il trasloco. Iniziammo a pregare tutti insieme, e dopo  qualche tempo i miei  trovarono lavoro. In quel periodo conoscemmo anche un sacerdote che divenne presto  la nostra guida spirituale. Nella sua parrocchia frequentai il catechismo per la Cresima e  nel corso di due anni la mia fede crebbe tanto quanto il mio amore per Gesù e il desiderio del Cielo.

Poco dopo è cominciò l’adolescenza, il centro divennero  gli amici, la musica, i vestiti alla moda, le feste. Il tentativo era comunque  quello di riempire l’anima, ma con cose passeggere. La mia era una spiritualità leggera e comoda. Stavo bene così, anche se in fondo qualcosa mancava, mi vedevo come una banderuola trasportata, ero in balia dal del vento. La misericordia di Dio, però non tardò ad arrivare, da Buon Pastore, mi ritrovò prima che i pericoli e gli ostacoli, diventassero insormontabili. Appena compiuti 16 anni, mi ritrovai un giorno a guardare in TV il funerale di una suora, minuta e anziana, vi assistevano migliaia di persone di tutto il mondo, mi accorsi di conoscere il suo nome, Madre Teresa di Calcutta! Ma volevo sapere di più, che cosa aveva radunato tante persone nel momento della sua morte? Aveva dovuto fare qualcosa di molto grande per essere così amata da tutti. Provvidenzialmente arrivò tra le mie mani un libro che s’intitolava “Madre Teresa di Calcutta, Pregare, il suo pensiero spirituale”. Lo lessi avidamente e tutto di lei mi attrasse affascinò, l’esempio, le parole, il dono totale di sé a Dio e ai più poveri tra i poveri nei quali Lo riconosceva. “Date, ma non gli avanzi, bisogna dare tutto”, e poi “La santità non consiste nel fare delle cose straordinarie, ma nell’accettare con un sorriso ciò che Gesù c’invia, nell’accettare e seguire la volontà di Dio”. Cominciai a cambiare i miei atteggiamenti, ma soprattutto i pensieri. Le cose materiali non mi attiravano più, volevo fare del bene anch’io agli altri. Pensai al gruppo giovanile della parrocchia, facevano visita agli anziani, studiavano la dottrina di Gesù e soprattutto frequentavano i Sacramenti. Mi unii a loro. Arrivò il tempo di Quaresima, come in tutte le parrocchie anche nella nostra c’era l’abitudine di fare la Via Crucis. Ma questa volta per me era diverso, capii in modo speciale che tutte le sofferenze erano state patite da Gesù per dimostrarmi quanto grande era fosse il suo amore per me. Aveva voluto consegnare se stesso, per aprirmi le porte del Cielo, al quale tanto desideravo arrivare. In mezzo a questi sentimenti sentivo il bisogno di fare anch’io qualcosa per Lui, per ringraziarLo, ma non sapevo cosa! Ricordai allora una domanda che una volta mi aveva fatto il sacerdote amico di famiglia, parlando di un giovane del nostro gruppo appena entrato in seminario: “Se Dio chiamasse qualche volta anche te, cosa faresti?" E subito la mia risposta fu: “Ci andrei anch’io”. Sentivo che Dio mi chiamava e che il modo di  rispondere al suo amore era donarmi  interamente a Lui nella vita consacrata. Ma non ne ero ancora sicura, non potevo sapere se riuscivo ancora a capire si trattava se era veramente di una chiamata di Dio. Pensai di rivolgermi allo stesso sacerdote, che mi consigliò di pregare e chiedere a Dio la certezza della Sua volontà, qualsiasi essa fosse stata. Alcuni mesi dopo visitai con un’amica un convento in cui si trovavano altre ragazze della Parrocchia diventate suore, ci andammo per fare alcuni giorni di Esercizi Spirituali secondo il metodo di Sant’Ignazio di Loyola. Feci l’esperienza del silenzio e della solitudine, in cui l’anima trovandosi libera da ogni altra preoccupazione parla con Dio come un amico e la Sua voce, il suo volere diventano chiari. Durante quei giorni capii che Dio mi chiamava a seguirLo e che avrei dovuto lasciare tutto per diventare sua Sposa. Quando lo dissi ai miei genitori, per loro fu difficile accettare la  mia decisione,  dovettero rinunciare al sogno di avere tutti i loro figli vicini. Ma allo stesso tempo mi rivelarono il proposito, che si erano fatti, di appoggiare le nostre scelte sempre, purché fossero positive.

Entrai in Noviziato appena terminate le scuole superiori. La mia vita iniziò a trasformarsi attraverso la preghiera in silenzio davanti al Santissimo Sacramento, la celebrazione della Liturgia, specialmente la Domenica, quando sembrava di stare più in Cielo che in terra, la vita comunitaria, in cui avevo trovato tante nuove sorelle e amiche, con cui condividere gli stessi ideali, lo stesso fine: amare Dio e aiutare nella salvezza delle anime, annunciando il Vangelo al mondo! La povertà, le difficoltà, le prove da affrontare non erano motivo di tristezza, ma al contrario invece di portare tristezza erano motivo di gioia per tutte.  In questo modo potevamo somigliare di più al nostro Divino Sposo. L’obbedienza mi rendeva consapevole che diventavo sempre più libera, perché non appartenevo più a me stessa. La castità mi dava la chiara sensazione di poter essere madre spirituale di tante anime. Il mio Fiat a Dio era già definitivo, anche se mi rendevo conto di essere solo all’inizio. Capivo che le suore appartandosi dal mondo consegnavano totalmente le loro vite a Dio in un silenzioso olocausto d’amore e si trovavano allo stesso tempo in prima fila nell’opera missionaria della Chiesa. Questa forma di vita mi attirava sempre di più, e il desiderio di vivere così, solo per Dio nel nascondimento della clausura  e lavorare per la salvezza di tutti gli uomini cresceva. Comprendevo l’entità della grandezza della rinuncia che stavo compiendo. Ma sentivo che dal profondo dell’anima, era Gesù che, come ai suoi primi discepoli, m’invitava a “prendere il largo ”, a riporre tutta la mia fiducia in Lui. Con la mia preghiera sarei potuta  arrivare ovunque. Sono passati 10 anni da quel giorno benedetto del mio ingresso in clausura, posso solo ringraziare Dio! 

sabato 10 agosto 2013

Foto delle suore Servidoras

Ecco alcune edificanti foto sulle suore Servidoras (Serve del Signore e della Vergine di Matarà).








giovedì 1 agosto 2013

Soldi sprecati nel mondo del calcio

Nonostante la grave crisi economica che sta flagellando l'Europa, molte società di calcio stanno spendendo enormi somme di denaro per acquistare calciatori famosi e pagare i loro esorbitanti stipendi. A che serve vincere scudetti e coppe internazionali? In questa vita l'unica cosa davvero importante è salvarci l'anima per dare gloria a Dio. Invece le cose materiali di questa terra sono vanità delle vanità destinate a svanire per sempre nell'ora della morte.

Provate ad immaginare il bene che potrebbe fare un presidente di una squadra di calcio se invece di sperperare denaro per comprare giocatori, decidesse di utilizzare quei soldi per aiutare le Servidoras nel svolgere il loro apostolato. Ah, quanto bene si potrebbe fare! Ad esempio si potrebbero costruire chiese, monasteri, oratori per bambini, scuole, ospedali, orfanotrofi, case di riposo per anziani, mense per i poveri, stazioni radiofoniche cattoliche, si potrebbero inoltre stampare milioni di libri devozionali e diffonderli gratuitamente tra i fedeli, e tante altre opere buone.

Attualmente la SSVM Onlus, l'associazione delle suore Servidoras che si occupa di sostenere progetti educativi e missionari nel mondo, sta concentrando le forze per finanziare l'opera delle proprie missionarie in Paraguay, l'ampliamento di una casa per bambini disabili in Ecuador, il sostentamento della casa per bimbi disabili a Betlemme, di un orfanotrofio in Perù e di una casa per giovani donne povere in Papua Nuova Guinea, la costruzione di un monastero di clausura in Perù, ecc.

È assurdo spendere svariati milioni di euro per finanziare una squadra di calcio, mentre quei soldi potrebbero essere utilizzati per opere caritative e apostoliche. Nel Giorno del Giudizio saremo giudicati sulla carità.